CORTO: PIANETA

Cosa accade quando si immagina la scoperta di un nuovo pianeta in grado di ospitare la vita?
“Pianeta” è un esercizio di astrazione, di allontanamento, in cui semplici immagini di quella che è la nostra terra, vista così da vicino da non sembrare nemmeno nostra, si decontestualizzano e ci portano lontano.
Un dialogo alternato e sovrapposto tra riprese di un macro mondo terrestre e fotografie appartenenti all’archivio della NASA.
Nessuna risposta è data allo spettatore, fornito solo di input che ti portano ad una riflessione sul nostro rapporto con la Terra.
Il primo di questi input è il commento musicale costituito dal contrasto fra melodie lontane, “spaziali”, epiche ma malinconiche che fungono da monito, e l’utilizzo di suoni più sottili, polverosi, come noise e loop che sottolineano la componente più materica del concetto “Pianeta”.
Fra questi elementi sonori è inclusa la ben più esplicita citazione di Carlos Castaneda:

“Il sole morente splenderà su di te senza scottare, come ha fatto oggi. Il vento sarà dolce e molle e la cima della collina tremerà. Quando arriverai alla fine della tua danza guarderai il sole, perché non lo rivedrai mai più né da sveglio né sognando, e allora la tua morte indicherà verso sud. Verso l’immensità.”

Chiara de Maria (Regia)
Nel 2012 si trasferisce a Berlino e consegue il diploma presso la triennale Neue Schule fuer Fotografie.
Durante quegli anni di formazione ha scelto e promosso la tecnica analogica, sperimentando anche la pellicola a colori.
Inizia a lavorare con corpi nudi e femminili fino a quando questa ricerca diventa un progetto concreto: “Weder Oder” in mostra durante l’European Month of Photography a Berlino.
Dal 2016 al 2018 frequenta il Master di Alta Formazione presso Fondazione Fotografia Modena, anni nei quali prosegue la sua ricerca sul corpo della donna, portando in mostra “Fame da Bue”, installazione che verte su un’ossessione, quella di una sovrapposizione di ruoli e valori che hanno investito il corpo della donna fino all’eccesso.
Negli ultimi due anni, pur continuando la ricerca fotografica legata alla pellicola, sceglie di indagare diversi mezzi di espressioni tra i quali collage e video. Ancora attaccata a temi come la materialità, l’ambiguità, l’ossessione e il corpo, in questo momento Chiara sta lavorando a un doc-film girato a Bucarest, a seguito di due mesi di residenza che racconta la storia di Alexa, giovane transgender rumena.

Hyperflower (Colonna sonora)
Il progetto nasce nel settembre 2018 dalla collaborazione di Lorenzo Setti e Irene Cavazzoni Pederzini che pur provenendo da background diversi, trovato nell’utilizzo di linguaggi complementari un punto d’incontro comune.
Il duo si è fin da subito orientato verso la traduzione in musica di una visione estetica, evocativa e futuristica.
Nel 2019 vengono selezionati per partecipare a Soundtracks. Con la supervisione di Corrado Nuccini (Giardini Di Mirò) e Stefano Pilia (Afterhours, Massimo Volume), il duo si cimenta nella sonorizzazione di due film muti proposti live in rassegne come Supercinema Estivo, La Torre e FestivalFilosofia.
Attualmente i due artisti sono impegnati nella realizzazione di un EP nel quale affrontano tematiche riguardanti la dissonanza tra l’emotività umana e il freddo distacco contemporaneo.
Come obiettivo il duo si prefigge l’applicazione delle proprie composizioni e sonorità all’interno di un contesto audiovisivo.